Perché è bello lo scouting? Cerco di spiegarvelo…

Lo Scouting è Bello perché?

Lo scouting è bello perché c’è, innanzitutto, un rito da seguire. Si arriva nei pressi del campo sportivo, si parcheggia, si paga (non sempre) il biglietto d’ingresso e si cerca in tutti i modi di impossessarsi della distinta, la lista con le formazioni. E subito gli occhi verso il campo per iniziare ad analizzare i giovani calciatori alle prese con le fasi del riscaldamento. Si sbircia la distinta alla ricerca di qualche giovane già conosciuto, dando uno sguardo anche a quelli meno gettonati, ma magari presenti nella lista dei panchinari perché sotto età di due o addirittura tre anni.

Il Momento di Osservare

E poi, seduti possibilmente in mezzo alla tribuna un po’ alti, si osserva ciò che accade in campo.

Personalmente, nei primi 30 minuti, non mi soffermo su nessun calciatore e non cerco i nomi dei giocatori sulla distinta. Mi guardo la partita, la subisco. Sono solo uno spettatore. Però, generalmente, qualcosa mi dovrebbe aver colpito: una giocata, una progressione, un tiro.

L’Analisi: Da Spettatore a Scout

E’ giunta l’ora di mettersi al lavoro. Seguo con maggiore attenzione, prendo appunti, cerco di capire chi sia o meno in possesso del TIC, ovvero presenza di tempi di gioco, intensità nella corsa e carattere. E se qualcuno dimostra di possedere anche una tecnica sopraffina, allora ho trovato il calciatore che mi fa sobbalzare dai gradoni freddi della scalcinata tribuna.

La mia missione è, infatti, quella di scovare il giocatore dotato anche del PLUS (che sta per tecnica sopra la media) e, quindi, del TIC/PLUS!

La Fine della Partita: Riflessione e Scoperta

Vabbè, la partita è finita.

Aspetto un assistito perché fa piacere a me e a lui e/o mi soffermo anche con qualche addetto ai lavori per rientrare a casa “sbobinando” in macchina mentalmente la partita.

Un calciatore importante (col TIC/PLUS) l’ho scoperto, ma per il momento me lo tengo per me.

se vuoi diventare uno scout clicca qui