Un papà: ‘A mio figlio di 11 anni negano di giocare a calcio! E’ possibile?’

Gentile Procuratore,

sono un papà di un ragazzino che gioca nella categoria esordienti. In realtà non gioca mai. Lo abbiamo tesserato in una scuola calcio perché potesse divertirsi e imparare a giocare a calcio. Ma non è così perché ogni domenica il Mister, accampando scuse di ogni tipo, non convoca mio figlio neppure per sedere in panchina. Sono al corrente che a fine stagione mio figlio potrà svincolarsi e andare a giocare da un’altra parte, ma chiedo se sia giusto che un ragazzino di 11 anni non possa mai avere la possibilità di disputare una gara ufficiale? Vorrei conferma di questo perché ho pagato una quota di iscrizione non per vederlo piangere ogni domenica, ma per saperlo felice di giocare a calcio! Carlo ’76

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Gentile Carlo,

è informato correttamente sul fatto che suo figlio, essendo un calciatore c.d. “giovane”, è vincolato alla attuale società di appartenenza per un solo anno e che, pertanto, a fine stagione sportiva potrà svincolarsi automaticamente dalla stessa e andare a giocare presso un’altra società. Posta la suddetta premessa,suo figlio, norme federali alla mano, dovrebbe giocare almeno un tempo a partita.  Le gare degli esordienti, infatti, indipendentemente dal numero di giocatori che si confrontano, devono essere suddivise in tre tempi di 20 minuti ciascuno, durante i quali tutti i partecipanti iscritti nella lista dovranno giocare almeno un tempo dei primi due, mentre nel terzo dovranno essere effettuate sostituzioni con il sistema dei “cambi liberi” utilizzando la procedura cosiddetta “volante”.

Certo deve essere inserito nella lista! Consiglio di parlare con i dirigenti della società e di denunciare il comportamento inspiegabile del Mister di suo figlio!

Avv. Procuratore Sportivo Jean-Christophe Cataliotti

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